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San Pietroburgo

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San Pietroburgo una storia unica e universale.

Il nostro racconto-descrizione riprende dalle viste orizzontali della città, magari nel periodo delle notti bianche, quando il tramonto incontra l’aurora.

Caterina II continuò a far costruire palazzi, i gusti erano cambiati e lei, raffinata intellettuale e spietata sovrana, cambiò gli architetti, non più solo italiani, ma francesi, tedeschi, non più il barocco ma il neoclassicismo. Dalla guglia dell’Ammiragliato, grazie alla pianificazione della città partirono tre strade principali, al centro il Nevskij prospekt, un viale largo e dritto fino al Monastero Aleksandr Nevskij, colui che aveva tolto la Neva agli svedesi. Tanti canali imbragavano ormai quelle acque ribelli che Aleksandr Pushkin aveva così ben raccontato; ad immortalare il Nevskij ci pensò Nikolaj Gogol, un ucraino, sottile osservatore dei vizi e delle virtù della capitale. I suoi Racconti di Pietroburgo sono una sagace descrizione della vita quotidiana di fine ’800. Decisamente più tragica fu la visione che della città ebbe Fjodor Dostoevskij che nei suoi “gialli” come Umiliati e Offesi, Delitto e Castigo mise a nudo difficili personalità perse nei quartieri più sordidi e spietati, una capitale governata da zar incapaci e irresponsabili, ma pur sempre timorata di Dio. La città era uscita da una rivolta di aristocratici che non potevano più sopportare i loro arroganti governanti affamatori del popolo. La loro “rivoluzione” fu chiamata decabrista; fallì e tutti finirono o impiccati o in Siberia. Da allora la città subì pochi cambiamenti architettonici, era ormai una 0183-San Pietroburgo 1città strutturata. Le chiese erano poche, Pietro I e Caterina II avevano secolarizzato i beni della chiesa. Tutte le chiese sono di stile europeo pur conservando le cinque cupole dell’ortodossia, abbozzate ai lati della cupola centrale. Affaticata dal peso e sorretta da un numero infinito di palafitte infilzate nel fango, era sorta Sant’Isacco, la massiccia cattedrale neoclassica dell’architetto francese August Montferrand. Ancora ai tempi di Elisabetta, figlia di Pietro I, era cominciata in stile barocco la costruzione del convento Smolnyj, disegnato dell’architetto Rastrelli. Il complesso è di magnificenza imperiale: la cattedrale, con i tipici colori azzurro e bianco del Rastrelli, è un’opera inconfondibile, di bellezza insuperata. Una sola chiesa ci riporta alla Russia di Mosca ed è la chiesa del Salvatore sul sangue, che fa da sfondo al canale Griboedov. Fu costruita poco prima della Rivoluzione Sovietica nel luogo dove era stato assassinato lo zar Alessandro II. A Mosca c’era stato Napoleone, ma a San Pietroburgo erano tornati i nobili-ussari che avevano occupato Parigi portando con sé le idee di rinnovamento. I decabristi avevano lasciato un ricordo indelebile e tragico, ora s’avvicinavano nuovi tempi di rivolte e di rivalsa. La Rivoluzione Bolscevica arrivò nel 1917. Gli abitanti rimasero stremati dagli avvenimenti che videro il loro Paese al centro di cambiamenti epocali, mentre la città non subiva grossi mutamenti. Le belle case signorili, piene di stanze passavano al popolo e diventavano kommunalnye, suddivise tra cittadini costretti a vivere in una stanza, che diventava la casa. In comune c’erano la cucina e il bagno, i nobili espropriati dei loro beni, fuggivano all’estero. Dopo l’entusiasmo per la rivoluzione, la vita nella bella città cambiò radicalmente, San Pietroburgo non fu più la capitale della Russia, fu costretta a cedere a Mosca le redini del paese e da allora si chiamò Leningrado. (leggere Dieci giorni che sconvolsero il mondo del giornalista americano John Reed). I poeti trovarono nuove ispirazioni; la Rivoluzione diede al mondo grandi e sofferti poeti: Aleksandr Blok, Anna Akhmatova e molti altri. Pietroburgo1417-San Pietroburgo 1 rivendicò sempre, e ancora rivendica, le sue origini aristocratiche. Dopo la Rivoluzione, da cui a stento si era ripresa la Russia, fu la volta della Seconda Guerra Mondiale, per i russi la Guerra Patria. Ancora una volta la Storia si accaniva sulla città e sui suoi abitanti. Leningrado fu assediata per 900 giorni, un milione di suoi cittadini sacrificarono la loro vita per difenderla dai tedeschi. I sopravvissuti alla fame e all’assedio giravano come zombi nella città deserta e fredda che mostrava le sue bellezze, anch’esse con tutti i segni della sofferenza e del degrado, a cittadini sconfortati, che s’aggiravano per la loro bella, bellissima città, rimasta per fortuna quasi intatta. Nella città rifiorita, che preserva intatte le sue viste orizzontali, bella in tutte le stagioni, ricca di cultura, rimasta un po’ retrò, leningrado,si passeggia sempre con piacere tra canali e lungofiume, alla foce della Neva nel mar Baltico. Dopo la perestrojka di Mosca, la città tornata al suo nome originale di San Pietroburgo, ha dato alla Russia i suoi attuali governanti, sia Putin che Medvedev.

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