Budapest, walzer di bagliori e sfavillii

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Budapest

signorile, imponente, sempre protagonista

 «Budapest è la più bella città del Danubio; una sapiente auto-messinscena, come Vienna, ma con una robusta sostanza e una vitalità sconosciute alla rivale austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un'imponenza da città protagonista della storia»,

ha sostenuto Claudio Magris, nel suo romanzo Danubio. Tra la città e il fiume esiste un rapporto intimo e indissolubile. La capitale ungherese adorna e decora, con i suoi numerosi monumenti, le sponde del bel Danubio blu che, dal suo canto, ricambia generosamente il favore: i castelli, i palazzi e le chiese che si rispecchiano vanitosamente sulle acque sono lo spettacolo più affascinante e romantico che “la Parigi dell'est” può donare al suo visitatore. Un panorama su tutti, il maestoso Parlamento neogotico che di notte si illumina e risplende, riflettendosi sul fiume, a mo' del curioso Narciso. Ci si potrebbe passare una giornata intera a bordo di un battello per contemplarne le meraviglie. Fino a che non cala la sera, quando il sole si nasconde dietro labudapest 2 per aforismidiviaggio.it radura del castello e le luci della città incontrano l'acqua, in un walzer di bagliori e sfavillii, creando una magica atmosfera che si confà ai sospiri e ai palpiti del cuore dei più romantici.

 Nelle calde giornate d'estate, invece, lungo la rotta, si può fare un salto nell'enorme Margitsziget, ovvero l'isola di Margherita. Immersi nel verde, in un posto incantevole, interamente chiuso al traffico, ci si può distendere sui prati a prendere il sole, fare jogging o semplicemente passeggiare tra le vie dell'isola incrociando gli sguardi spensierati dei passanti per la calma serenità che si respira. A rendere speciale Budapest vi è anche l'acqua che ne percorre il sottosuolo per poi sgorgare in centinaia di sorgenti termali. Queste risorse naturali, sfruttate sin dai tempi dei Romani (si pensi all'Aquincum), sono le più famose d'Europa e continuano ad attrarre, ogni anno, numerosi turisti in eleganti hotel. Sono una dozzina i bagni termali infatti, in cui ci si può rilassare tra i caldi fumi, nelle torride saune prima di immergersi nelle gelide acque del frigidarium. Il Danubio (o Duna nella lingua nazionale) segna la capitale anche storicamente: separa la vecchia e regale Buda (a ovest del fiume) dalla Mitteleuropea Pest; un tempo due distinte città. La prima conserva ancora le tracce imperiali, con il famigerato Castello (o Palazzo Reale) che, eretto sulla collina della riva destra del fiume, sembra fare il verso a Praga, altro emblema della potenza imperiale degli Asburgo. Caratteristica per le sue stradine lastricate e le casette colorate, questa zona offre una vista panoramica senza eguali: dal Bastione dei Pescatori, singolare baluardo di Buda con le sue sette torri coniche, gli sguardi dei turisti si adagiano ora sulla rigogliosa isola Margherita, ora sulla moderna Pest. Dal 1987, ilbudapest4 per aforismidiviaggio.it PalazzoReale è stato inserito nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, insieme alle sponde del Danubio e, dal 2002, alla via Andràssy Ut: il modernissimo boulevard di Pest, che richiama tanto gli Champs-Élysées. La via, emblema dell'Art Nouveau, è il centro nevralgico della città: con i suoi splendidi palazzi, i cafè letterari che emulano i locali di fine Ottocento, le boutique e le numerose aree pedonali. Essa termina con la storica piazza degli Eroi, con le sue giganti e verdi statue mitologiche di guerrieri magiari a cavallo, e il Monumento del Millennio (costruito nel 1986 per commemorare la conquista magiara). Ma l'aspetto più peculiare di Pest e (forse) di tutta la Budapest “turistica” sono i mercatini che si trovano lungo Vaci Utča e al Mercato Centrale Coperto. Quest'ultimo al suo interno brulica di turisti che si accalcano tra l'odore pungente dei prodotti tipici: paprika, spezie varie e soprattutto salame. L'atmosfera, nel suo complesso, appare colorata e accogliente, per i variegati pizzi, i fantasiosi merletti e i ricami vari, le vivaci ceramiche e i luccicanti cristalli, principalmente al primo piano, dove il viandante nostalgicamente acquista i souvenir. Fu il Széchenyi Lánchíd, il Ponte delle catene, a collegare per primo le due città. Rimesso in piedi dopo la Seconda Guerra Mondiale, è la costruzione più famosa per l'unione fisica e storica, e per l'indiscusso valore architettonico. Attraversarlo a piedi o in bicicletta è emozionante. Dopo aver superato i giganteschi leoni di pietra (stranamente senza lingua), comincia un viaggio nel tempo; un tuffo nel cuore pulsante della città. Ma è soprattutto sui marciapiedi sporgenti che aggirano esternamente il colossale arco neo-classico che sembra di sognare: sospeso a decine di metri dall'acqua che scorre sotto, con un minuscolo battello che di tanto in tanto la percorre, il viaggiatore, a braccia aperte, si lascia sorreggere dal vento, mentre i suoi battiti accelerano, e ad occhi chiusi sorride pacatamente.  (Francesco Averna)

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