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Autostop per l’Himalaya, Vikram Seth

aforismidiviaggio autostop Himalaya

 

“Il rinfrescante letto di foglie smorza la violenza del calore”, scritta all’ombra di un bosco nel grande calore estivo, diventa metafora della gioia per la realizzazione di un sogno, superate le asperità lungo un viaggio in autostop.

 vikram sethIl giovane autore indiano Vikram Seth, si trova in Cina per studi post universitari intesi ad approfondire lingua e cultura. Viene rapito da una idea che lui stesso definisce folle: rientrare a Delhi attraversando il Tibet e il Nepal. E tutto questo servendosi non di mezzi di linea (che non ce ne sono), ma di autostop presso camionisti, incontri casuali o cercati. Tutto entro un termine fissato da un permesso rilasciato dell’autorità. L’attraversata della catena Himalayana è un vero e proprio pensiero folle che aumenta la sua sconsideratezza, legato com’è all’uso di alcuni mezzi di trasporto precari e ai pericoli legati allo stato delle strade e alle manifestazioni sciagurate del meteo. Forte di quel permesso, fortunosamente strappato alle autorità, (difficilmente attribuito a turisti stranieri se non facoltosi) nessun altro progetto ormai può far passare dalla mente di Vikram Seth questo pensiero.

Non sarà facile procurarsi passaggi con automezzi e autisti. Se i primi gli renderanno oltremodo scomodo il viaggio, gli altri lo aiuteranno ad un confronto emotivo e amichevole condividendo storie straordinarie, progettate o accadute per caso. Un viaggio non semplice dove la burocrazia, a volte più del meteo, e la malasorte ci mettono del proprio per far naufragare il sogno dello studente. Sembra in sospeso, con questo gladiatore dell’autostop, una collaborazione con il destino, che momento dopo momento, allunga le sue fatali membra per confortarlo a trovare opzioni e soluzioni. Sulla difficile convivenza tra le parti in conflitto, sarà l’amicizia a rendere più completo il viaggio e a trasferire al percorso, difficile e contorto, una dignità universale. Curioso, l’autore, sa cogliere ogni particolare nel paesaggio e nel prossimo che condivide con lui il viaggio, e la qualità del suo narrare è rivolta più al paesaggio umano che a quello naturale. Sono messi in evidenza santuari buddisti, cime innevate e cascate schiumose e nebbiose. Se ne ricava un mondo (il periodo descritto è quello post rivoluzione culturale cinese di Mao) dove vengono considerate spesso superate le regolamentazioni burocratiche non raggirabili e accettati i concetti educativi della nuova cultura. La conoscenza della lingua cinese gli è stata di grande aiuto. Interloquendo, anche nei più difficili imprevisti, è riuscito a penetrare nei pensieri di chi lo interrogava modificandoli a suo favore e favorendo chi si relazionava con lui nello slancio amorevole di protezione. Traspare una difficile convivenza di un mondo buddista mistico in attesa di una incarnazione, in contraddizione con le idee culturali maoiste corrose dal nascente libero scambio.

Vikram Seth è uno scrittore indiano. Dopo molti viaggi, è diventato famoso con "Il ragazzo giusto" (1993), e Autostop per l'Himalaya (1983), che ha vinto il "Thomas Cook Travel Award". Oltre a romanzi, la produzione di Seth comprende anche racconti per bambini, libretti e libri da viaggi.